Raffish.it

Sognando di diventare un Trader professionista

Nell’articolo “Confronto fra i Dividend Aristocrats italiani” avevo messo sotto osservazione 4 titoli italiani potenzialmente interessanti dal punto di vista del dividendo.

Ho approfittato della seconda settimana di festività natalizie per “fare la posta” a Marr (ticker: MARR), che sono riuscito ad acquistare a 6,39 € lo scorso 05/01, approfittando della giornata di panico sui mercati italiani.

A distanza di due settimane dall’articolo, vediamo come si sono comportati i 4 titoli: cliccando qui potete scaricare il file aggiornato.

Salta subito all’occhio che Atlantia (ticker: ATL), il titolo forse più “nobile” in quanto unico “Dividend Aristocrat” italiano, offre ora un interessantissimo dividend yield netto del 4,99% grazie alla brusca discesa di questi ultimi giorni.

La discesa, che che porta il titolo sui minimi delle ultime due settimane, dovuta dai timori di una revisione degli automatismi sulle tariffe: la settimana scorsa l’Antitrust ha mandato una lettera al governo e al Parlamento nella quale sollecita una revisione dei meccanismi sul calcolo dei pedaggi autostradali, in particolare chiede che gli aumenti non siano più indicizzati all’inflazione.

ATL 11-01-2012

Il quadro grafico mostra come sia ragionevole attendersi che il titolo si appoggi a brevissimo quantomeno alla media a 50 giorni (linea gialla, poco sopra 11,50 €), se non addirittura alla media a 100 giorni (linea arancione, circa 11,20 €).

Nel primo caso, ad un valore di 11,50 € , Atlantia offrirebbe un dividend yield del 5,19 % , un P/E di 10,30 e si troverebbe esattamente ad un terzo (33%) del trading range fra massimo e minimo a 12 mesi.

Nel secondo caso, ad un valore di 11,25 € , Atlantia offrirebbe un dividend yield del 5,30 % , un P/E di 10,08 e si troverebbe appena sotto al 30% del trading range fra massimo e minimo a 12 mesi.

Atlantia resta quindi in cima alla mia personale watchlist per i prossimi giorni, nei quali potrà offrire punti d’ingresso interessanti per chi stia valutando il titolo.

E voi, cosa ne pensate ? Dite la vostra commentando questo post.

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In questo articolo abbiamo individuato l’unico Dividend Aristocrat italiano (Atlantia, ATL), e i quattro possibili candidati degni di considerazione: Diasorin (DIA), Marr (MARR), Mutuionline (MOL) e Terna (TRN).

Cercheremo ora di analizzare queste società e di metterle a confronto per capire quale possa darci il dividendo più sostanzioso e, soprattutto, più sostenibile nel tempo.

Potete scaricare cliccando qui il foglio Excel con l’analisi.

Gli indicatori scelti per il confronto sono quelli tradizionalmente utilizzati per la valutazione della bontà dei dividendi:

  • il Dividend Yield netto, ovvero il peso percentuale del dividendo netto rispetto al prezzo del titolo.
  • il Payout Ratio, ovvero la percentuale dell’utile per azione (EPS) che la società distribuisce come dividendo

In vista di un possibile acquisto, ho poi considerato anche due indicatori per valutare quanto il titolo sia “caro” al momento:

  • la posizione che il prezzo corrente ha nel range fra il minimo (0%) e il massimo (100%)  degli ultimi 12 mesi.
  • il classico multiplo P/E (prezzo/utile per azione)

Nel foglio Excel ho evidenziato in rosso le criticità, in verde i migliori valori e in giallo i valori intermedi.

Ecco le mie considerazioni:

  • Innanzitutto, tutte le società considerate sono attualmente quotate a un multiplo P/E < 12, non sono quindi al momento particolarmente “care” in termini assoluti
  • Il fatto che MOL e TRN distribuiscano in dividendi già oltre il 90% del proprio utile per azione deve far scattare  un campanello d’allarme per quanto riguarda la sostenibilità nel tempo del dividendo stesso. Ricordiamo che Terna sul proprio sito ufficiale si propone un incremento dei dividendi del 4% annuo.
  • Come spesso accade, i dividendi più “ghiotti” in termini di dividend yield sono anche quelli più “rischiosi”, come mostrato dal Payout Ratio
  • Il Payout Ratio di MARR e ATL, pur essendo sopra la soglia considerata “critica” del 60%, appaiono più sostenibili nel lungo periodo.
  • Certamente il management di ATL ci penserà due volte prima di considerare di non aumentare del dividendo per i prossimi anni, cosa che farebbe perdere alla società il privilegio di essere l’unica italiana inclusa nell’ETF S&P Europe 350 Dividend Aristocrats
  • Prima di investirci il proprio denaro, l’investitore accorto dovrà certamente interrogarsi (e rispondersi) su come mai il mercato stia attualmente prezzando DIA , MARR e MOL pressochè sui rispettivi minimi a 12 mesi. In particolare, nel caso di MOL, Equita SIM prevede un crollo nell’ordine del 35%-40% dei volumi del mercato dei mutui online per il 2012 (LINK QUI).

Alla luce del confronto svolto, ATL sembrerebbe, complessivamente, risultare vincitrice, offrendo la combinazione di un dividendo sostanzioso (Dividend Yield netto 4,82 %) e abbastanza sostenibile (Payout Ratio del 67,21%).

A questo, ATL aggiunge come piacevoli “bonus” aggiuntivi l’appartenenza all’S&P Europe 350 Dividend Aristocrats (unica società italiana) e un’impostazione grafica propensa al rialzo, come mostrato nel grafico sotto.

E voi, cosa ne pensate di queste società? Qual è secondo voi al momento il miglior dividendo? Dite la vostra commentando questo post.

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L’analisi proposta in questo post precedente ha mostrato come in Italia vi sia una sola società che abbia incrementato il proprio dividendo ogni anno negli ultimi 10 anni, rientrando nella lista S&P Europe 350 Dividend Aristocrats.

MARR Spa (ticker MARR), quotata in Borsa solo dal 2005, è però uno dei 4 giovani titoli italiani che possono aspirare a rientrare in futuro fra i Dividend Aristocrats (titolo per il quale le occorrerebbero altri 5 anni di incrementi consecutivi, oltre a maggiore capitalizzazione e liquidità del titolo).

Diamo un’occhiata ad alcune cifre interessanti:

  • la società è di fresca quotazione in borsa (2005), ma da quando è stata quotata ha SEMPRE distribuito un dividendo crescente anno dopo anno
  • nonostante gli aumenti annuali del dividendo, l’ultimo 0,50 € distribuito nel 2011 rappresenta solo il 68% dell’utile per azione (EPS, pari a 0,74 € ad azione). In altre parole, il payout ratio è del 68%
  • al prezzo attuale (6,50 € mentre scrivo), il dividend yield della società è del 6,15 % già al netto del capital gain 20% in vigore dal 1° gennaio.
  • il prezzo attuale è in linea con quello del collocamento del 2005, e si trova al 46% del trading range di sempre (minimo 3,92 € del 27/10/2008 e massimo 9,50 € del 12/05/2011, alla vigilia dello stacco dell’ultimo dividendo)

Questi sono invece i fattori negativi da considerare nel valutare il titolo:

  • il titolo è estremamente illiquido: stamattina ho potuto vedere personalmente il mio misero ordine da 400 azioni come l’unico presente in quarta riga del book
  • dal picco del 12/05/2011 (prima dello stacco dell’ultimo dividendo), il titolo ha perso il 31,58% del proprio valore. Prima di considerare di investire il proprio denaro in questo titolo, occorre necessariamente cercare di capire le ragioni dietro a questo crollo.
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Esiste in Italia qualcosa di simile ai Dividend Aristocrats ?

Negli USA la Standard & Poor redige una lista, chiamata appunto Dividend Aristocrats, che raccoglie quelle società che, oltre a soddisfare requisiti minimi di capitalizzazione, siano state in grado di distribuire per almeno 25 anni consecutivi un dividendo crescente di anno in anno.

La lista è scaricabile gratuitamente dal sito S&P previa registrazione (LINK), ed esiste anche un fondo ETF che traccia le performance di queste società (ticker: SDY)

Attualmente sto impostando la mia strategia di investimento sul Dividend Investing, con lo scopo di mettere insieme un portafoglio di dividendi sostanziosi e, quanto più possibile, stabili o addirittura crescenti.

Mentre mi interrogavo sull’opportunità di trasferire i miei investimenti azionari in Italia per il 2012, mi sono quindi chiesto se in Italia esistessero dei Dividend Aristocrats.

Il punto di partenza delle indagini è sempre ovviamente il sito S&P, sul quale esiste una lista chiamata S&P Europe 350 Dividend Aristocrats (ticker: IEV) equivalente europeo della lista americana, con il vincolo temporale rilassato a soli 10 anni di dividendi crescenti consecutivi, anzichè 25.

Con mia grande sorpresa, in questa lista è presente un solo titolo italiano : Atlantia (ticker: ATL), il quale fra l’altro nel 2011 non ha propriamente aumentato il dividendo 2010 di 0,746 €, ma l’ha mantenuto aggiungendo 1 azione omaggio ogni 20 possedute.

Vi sono però altre 4 società molto interessanti, che ambiscono a poter diventare dei futuri Dividend Aristocrats italiani, tutte accomunate da queste caratteristiche:

  • sono società borsisticamente molto giovani (ovvero quotate in borsa da meno di 10 anni)
  • hanno SEMPRE aumentato il proprio dividendo da quando sono state quotate

Ecco il dettaglio:

Società Ticker Quotata dal Dividendo (€)
2011 2010 2009 2008 2007 2006 2005 2004
Diasorin DIA 2007 0,4 0,2 0,12 0,1 Non quotata
Marr MARR 2005 0,5 0,46 0,43 0,4 0,36 0,327 Non quotata
Mutuionline MOL 2007 0,37 0,36 0,206 0,0917 Non quotata
Terna TRN 2004 0,21 0,19 0,158 0,151 0,14 0,13 0,115 Non quot.


La politica dei dividendi di Terna prevede addirittura esplicitamente, come si può leggere sul loro sito ufficiale, una crescita annua del dividendo del 4%, assumendo il 2008 come anno di riferimento.

Collegamenti:

  • a questo link potete scaricare la mia analisi completa sui dividendi in formato Excel (.xlsx),
  • in questo articolo metterò a confronto alcune caratteristiche delle 5 società considerate in questo articolo.
  • in questo articolo approfondirò invece alcune caratteristiche a mio avviso interessanti di una delle società individuate: la Marr Spa.
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Personalmente, ho sempre investito i miei risparmi nell’azionario U.S.A. , pagando quindi un doppio capital gain per un totale del 25,2% (15% USA + 12,5 % Italia).

Con l’aumento del capital gain italiano dal 12% al 20% a partire dal 01/01/2012, la tassazione totale per gli investimenti negli USA ammonterà al 32% (15% USA + 20 % Italia).

Vale quindi la pena chiedersi se oggi, ultimo giorno utile, non convenga approfittarne per vendere tutto e trasferire il capitale in Italia, sfruttando anche la provvidenziale debolezza dell’Euro (1,292 contro il dollaro mentre scrivo).

# USA Italia
1 Orario di contrattazione compatibile col lavoro (15-22 italiane) Impossibilità di seguire la borsa a mercati aperti causa lavoro
2 Capital gain 32% Capital gain 20%
3 Ampia disponibilità di informazione di qualità (stock screener gratuito direttamente sul sito ufficiale Nasdaq, siti come Fool.com o SeekingAlpha.com) Pressochè totale assenza di informazione di qualità e di strumenti completi e gratuiti
4  Mercato libero Mercato calmierato (sospensioni per eccesso di rialzo / ribasso)
5 Lista di 41 Dividend Aristocrats (25 anni di incrementi del dividendo) fra cui scegliere 1 solo Dividend Aristocrat, con soli 10 anni di incrementi del dividendo (post dedicato QUI)
6 Economia 2012 in ripresa secondo tutti i dati macro di novembre-dicembre 2011 Economia 2012 in recessione secondo tutte le previsioni

Alla luce di queste considerazioni, e considerando anche che probabilmente l’Euro potrà scendere ulteriormente contro il dollaro almeno fino a quota 1,20 (come mostrato nel grafico sottostante), per il 2012 continuerò ad investire negli USA ed accetterò di pagare un 12% in più di capital gain in cambio di tutti i vantaggi che il mercato azionario d’oltreoceano comporta.

EURUSD al 30-12-2011: possibile discesa a 1,20

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Bentrovati!

A quasi un anno di distanza dalla precedente Comunicazione di Servizio, che annunciava la mia temporanea lontananza dal blog a causa del trasferimento a Ferrara e il conseguente stravolgimento dei ritmi di vita (trasloco, convivenza, pendolarismo), con l’Anno Nuovo sono lieto di annunciare la loro relativa stabilizzazione e quindi la possibilità di riprendere le attività del Blog, che mi propongo di aggiornare con frequenza settimanale durante il week end.

Per il momento, ho approfittato delle ferie natalizie per aggiornare WordPress e fare qualche analisi, che potrete leggere nei prossimi post.

Auguro a tutti un 2012 di ottimi gain!

 

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Chiedo scusa a tutti i lettori per la prolungata assenza di aggiornamenti.

Da metà gennaio ho infatti cambiato città, lavoro e stile di vita: il pendolarismo mi lascia davvero pochissimo tempo libero per il sito.

Non appena mi sarò “riorganizzato” riprenderò a scrivere, anche perchè nei ritagli di tempo ho fatto una buona mossa con CSCO che mi ha ridato un minimo di fiducia nelle mie capacità di trading.

A presto!

Raffish

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Pubblichiamo volentieri il nuovo articolo ricevuto dal sempre attivissimo lettore Enigma, riguardante la sua opinione personale su come l’attuale crisi economica sia stata creata e pilotata. Ovviamente l’articolo rigflette le opinioni personali del suo autore, con le quali ciascuno può concordare o dissentire.

L’ArTe DeLl’ InGaNnO

Alla fine del 2007,da un momento di pura forza dell’economia mondiale,abbiamo assistito alla fuoriuscita di notizie che hanno dapprima affossato le borse di tutto il Mondo,per poi portare in seguito questo disfatta anche sull’economia reale.
Lo scoppio di questa crisi è da sempre stato attribuito ai mutui subprime,questo prestito che viene concesso praticamente a una categoria di persone che non possono assicurarne il pagamento,dal momento che hanno un lavoro precario o addirittura un lavoro proprio non ce l’hanno.
Questa pratica è nata anni fa,nel 1990 decisero anche di creare le carte di credito sub prime,che avevano tassi di interesse che si attestavano addirittura al 30%.
Certo sparare sulle ambulanze non è difficile e può rendere bene,anche se vista l’entità della cifra da restituire ci vorrebbe un pazzo a farsi prestare del denaro in questa maniera,ma se il tasso di interesse del mercato non è accessibile a queste persone,la soluzione non sembra poi così brutta.
Le banche,come al solito,dimostrano di non sapere quando cè un limite e con il passare degli anni,le banche diventano sempre più pericolose,una fabbrica di denaro che non fa prigionieri,che non riesce a vedere un traguardo perchè vuole sempre di più.
Wall street crea un derivato per ogni cosa,mi aspetto che ci sarà un derivato a breve anche sul numero di volte che viene tirata l’acqua del water.Ed ecco che allora le banche hanno la grande intuizione:il sistema più pericoloso in assoluto,ma che permette di ottenere potere e denaro nella maniera più rapida.
L’economia attuale non è come quella di una volta,nella quale un artigiano o un imprenditore ricorreva al prestito quando non aveva più liquidità,ma in tutti i casi ricorreva al prestito calcolando anche un cavallo di ritorno..ora ogni qual volta un’impresa fa un movimento finanziario,ricorre al denaro della banca,anche se ha delle liquidità..questa è una pratica ritenuta intelligente,perchè mantenere delle liquidità per un’impresa è importante,quindi se necessario bisogna prima ricorrere al denaro della banca e poi al proprio,perchè se capita un’occasione,non bisogna lasciarsela scappare.Questo è per me il sistema più sbagliato che si possa avere per dirigere un’azienda,bisogna ricorrere al denaro altrui quando cè realmente bisogno…ma le banche questo lo hanno voluto,sono loro che hanno spinto negli anni le aziende a investire più di quello che potevano permettersi,trasformando il mercato del credito in un mercato “obbligatorio”,ovvero un mercato che senza prestito,non può esistere.
Ed ecco quindi spiegato perchè tante società importanti,prima di saltare,inglobano altre società in difficoltà:non ho mai tollerato il fatto che un grande manager,padre e fondatore di un’impresa,veda quest’ultima fallire perchè ha cercato di fare il passo più lungo della gamba;è vero che il denaro e il successo sono nemici della lucidità mentale,ma è anche vero che se qualcuno dal nulla ha fatto una grande società,la resa forte e solida,dando lavoro a migliaia di dipendenti,se sbaglia un investimento,non insiste nello sbagliarne altri 3-4 o 5..semplicemente,in quelle società inglobate,ci sono gli interessi delle banche,che avranno fatto dei prestiti e non vedono nella società la possibilità di ripagarli..Ogni società quotata in borsa non è sana,perchè se no non avrebbe motivo di essere quotata,dal momento che è la borsa a permetterti di ottenere più denaro,da altre persone,per ricapitalizzare la tua società senza dover per forza condividere la tua azienda con un altro singolo socio,senza dover per forza conto a qualcun altro..hai solo dei piccoli soci che sperano di guadagnare qualche spicciolo e che non sanno assolutamente nulla della realtà economica e societaria della tua azienda..
Quando all’inizio della crisi hanno iniziato a sparare a zero sui mutui sub prime,ho pensato che finalmente si era realmente visto che le banche,grazie alla loro avidità,non sono assolutamente degli infallibili geni…beh,direi che mi sono sbagliato…e mi sono sbagliato alla grande..
Da questa crisi,se ci guardiamo bene e a fondo,le banche ne sono venute fuori molto più forti e continueranno a diventarlo sempre di più.
Hanno immesso sul mercato derivati che sono poi diventati gli asset tossici che hanno portato la Lehmna Brother a dichiarare bancharotta,ma che hanno portato molto in basso fondi,investitore e chi più ne ha più ne metta..
Certo si sapeva che i mutui sub prime erano pericolosi,soprattutto perchè costringevano il debitore a rifinanziare il prestito precedentemente effettuato..questo quindi fa guadagnare la finanziaria (o banca)che segue il prestito non una,ma ben 2 volte.
Certo può sembrare un investimento sbagliato da parte delle banche,ma non ci credo neanche un pò..Si sa che tutti quelli che hanno dei gran soldi,hanno anche un conto in qualche paradiso fiscale,sul quale non può intervenire la giurisdizione del proprio paese,nel quale camuffare i propri “sotterfugi”.Se una comune persona umana ha un conto estero,figuriamoci se le banche non ce l’hanno.
Cosa avrebbe impedito alle banche di shortare da questi conti i derivati sub prime,mentre azzeravano il conto della loro società?in fondo all’interno del governo americano,almeno quando ancora vi era l’amministrazione Bush,c’erano alcuni personaggi interessati più al successo delle banche (e quindi anche al proprio conto bancario)che all’andamento della nazione stessa.
Le banche,da questa crisi finanziaria,hanno ottenuto moltissime case,per questo mi aspetto che nei prossimi anni,con grande velocità,il prezzo di queste ultime debba salire,ed ecco che la parte dell’investimento a lungo termine porterà i suoi grandi profitti ai big della finanza,mentre chi aveva contratto il mutuo ha dovuto pagare dei gran tassi,rifinanziare ecc…insomma,ha regalato una barca di soldi alle banche…
Però,nonostante il mattone sia sempre un ottimo investimento,richiede molto tempo e negli investimenti si sa,il tempo è denaro,pertanto,per portare avanti il proprio “investimento”sulle case,le banche hanno bisogno di liquidità,quella stessa liquidità alla quale le imprese non potevano più avere accesse (alla quale tutt’ora faticano ad avere accesso),quindi bisogna creare una condizione per cui il governo debba intervenire con i propri cash.
A questo punto,un personaggio legato a una grande banca americana,poi divenuto personaggio importante del governo statunitense,decide di varare un piano da 700 miliardi di dollari (pienamente appoggiato da Bush) in modo da ricapitalizzare le banche e spingerle a far si che le imprese si riprendano..L’america in questo caso,era divisa in 2,ma non al 50 e 50,bensì al 10 e 90…perchè nessuno voleva che venissero dati 700 miliardi versati dai contribuenti per ricapitalizzare coloro che hanno fatto si che si giungesse sull’orlo del collasso.
Inizialmente il piano non passa,Wall Street crolla,ma poco dopo ecco che tutto va liscio,il piano passa,le banche ottengono parecchio denaro ed è festaaaaaaaaa!!!finalmente le imprese possono riprendersiiiiiiiiiiii!!!!evviva!!!!!…….certo….le imprese si riprendono,peccato che invece che ricevere prestiti dalle banche,vengono comprate,inglobate,cessano di avere un’esistenza propria..
Bank of America,Goldman Sachs,Citygroup,hanno acquisito grandi società,questo perchè potessero diventare ancora più potenti,allargare le proprie vedute e soprattutto mettere le mani in ogni settore…
Nel frattempo però vorrei proprio vedere i loro conti esteri,per vedere se hanno avuto anche li crisi di liquidità.
Cè un solo,piccolo problema per quanto riguarda le banche americane:Barack Obama
per quanto l’opinione pubblica statunitense lo stia facendo a pezzi,è un’evoluzione importante per la politca mondiale,non perchè sia il primo presidente di colore,ma perchè è l’unico in grado di sfidare quelli di wall street,che alle ultime elezioni,gli hanno voltato le spalle facendo da Sponsor all’opposizione,abbandonado colui la quale amministrazione gli aveva salvato il culo metre erano con la cacca fino al collo.
Cè stato un periodo in cui,ogni volta che il presidente americano parlava,le borse crollavano..perchè?semplice,è un presidente scomodo,a quelli di Wall Street non piace e quindi sono pronti a tutto pur di farlo a pezzi..
Non sarà sicuramente un santo Obama,avrà i suoi pregi e i suoi difetti,ma sono certo che potrà cambiare il sistema americano..intanto ha già dato qualcosa di importante e basilare a coloro che non avevano nulla,che dovevano pagare 10000 dollari perchè gli fosse riattaccato un dito oppure che dovevano pagare per farsi una semplice cura…
Se le banche potessero scrivere e dirigere un’opera musicale,credo che Beethoven,Mozart e tutti gli altri grandi compositori verrebbero dimenticati..perchè hanno calcolato tutto senza lasciare niente a nessuno…si sa che distruggere al giorno d’oggi porta doppio guadagno:guadagni durante la distruzione,per riguadagnare durante la ripresa..
E il governo americano si è mosso anche per comprare i loro assett tossici;hanno fatto esattamente ciò che volevano le banche,nei minimi dettagli..
In questo modo,tirando 2 conti proprio alla “cavolo”,direi che le banche ci hanno guadagnato mura,denaro e potere da una disfatta dell’umanità..
Ovviamente,come ogni dittatore ha sempre ritenuto giusto,qualcuno o qualcosa va sempre sacrificato;di certo le banche non hanno sacrificato la dignità,non puoi distruggere qualcosa che non hai,pertanto hanno deciso di sacrificare delle piccole banche e mettere nella M una banca importante,che ha fatto un debito quasi 3 volte superiore al valore del piano di salvataggio di uno stato..La Lehman Broters,quarta banca di investimento americana,è saltata lasciano a spasso più di 20000 dipendenti,lasciando un buco di 700 miliardi di dollari (una cifra spaventosa),ma soprattutto ha lasciato una macchia nella storia finanziara non solo americana,ma di tutto il Mondo.
Adesso tutti i cittadini americani hanno in mente il fatto che Obama non sia realmente ciò che si credeva inizialmente..Tutti ci muoviamo con buoni e sani principi,ma quando è il momento di fare vengono fuori delle difficoltà non proprio leggere;eppure quest’uomo è l’unica speranza di ripresa,ma non economica,bensì morale,l’unico che può impedire a questi sciacalli di comandare le pedine più forti dello scacchiere Mondiale.
La prossima grande crisi arriverà da Est,perchè saranno proprio i cinesi a far tremare la terra,vista la difficile ma non visibile situazione valutaria che hanno,grazie alla repentina crescita che il paese ha avuto in una manciata di anni…ma questa è un’altra storia…

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Pubblichiamo volentieri la nuova analisi ricevuta dal nostro attivissimo lettore Enigma, che ringraziamo, in merito al momento attuale del gas naturale (ma non solo).

Come previsto, il prezzo del petrolio è tornato ampiamento sotto quota 90$, attualmente il future sta perdendo un bel 3.10% (e non è poco) ed ha ancora possibilità di un’ampia discesa verso quota 80$.

Il natural gas ha fatto una gran bella corsetta, mettendo a segno un bel +15% nelle prime 2 sedute dell’anno. Ormai credo possa arrivare senza troppe difficoltà sopra quota 0,4 , poi bisognerà valutare se alleggerirsi e ricomprare. Lo strumento è altamente volatile e molto pericoloso, ma comunque se studiato attentamente può dare buoni gain.

Per quanto riguarda i mercati, credo proprio che siamo vicini al crollo, ormai i tempi sono maturi. Dopo la forte lateralizzazione degli indici americani (che hanno sì toccato i nuovi massimi, ma danno l’impressione di essere estremamente “fiacchi”, come tipico in un movimento di distribuzione). Credo che potremo rivedere lo S&P500 sotto quota 1.200 punti. Se Wall Street dovesse cedere, sia il nostro indice che quello spagnolo prenderanno una gran bella batosta.

Personalmente sono short su Unicredit da 1,668€ e attendo a breve di coprire sotto 1,50€.

Inatteso è stato invce il cedimento da parte dell’oro, che comunque continuo a vederef come un investimento a lungo termine.

Per quanto riguarda Cell Therapeutics, abbiamo assistito in chiusura d’anno, come di consueto, a nuove vendite da parte di James Bianco (250.000 pezzi) e da altri membri del Board. Queste vendite possono servire a coprire spese e tasse, non dimentichiamo che Bianco stesso detiene ancora più di 11 mln di azioni, dopo la spartizione di 29 milioni di azioni gratuite con il resto del Board.

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A QUESTO LINK è disponibile un report completo in pdf di 32 pagine sull’attuale situazione macroeconomica, inviato dalla banca della mia azienda in data odierna.

Il punto

Nonostante le turbolenze sul debito europeo, le prospettive di breve termine dell’economia mondiale sono diventate più favorevoli. La crescita economica mondiale è destinata a rallentare rispetto al 2010, ma il rischio di una fine prematura della ripresa continua a essere minimo. Le prospettive inflazionistiche si confermano miste, con un prevalere di pressioni al rialzo nei paesi emergenti ma dinamiche più contrastate nei paesi avanzati. Le tensioni sul debito sovrano europeo continueranno nel 2011. Tuttavia, la deriva fiscale di Stati Uniti e Giappone rappresenta uno sviluppo ben più inquietante per le prospettive di medio termine dell’economia globale rispetto alla crisi di qualche piccolo Stato membro dell’Eurozona.

Il mercato del lavoro nell’Eurozona

Negli ultimi due anni si è verificato un deterioramento del mercato del lavoro nell’Eurozona. I cali occupazionali sono stati più forti per la coorte più giovane della popolazione, per gli uomini rispetto alle donne e per i lavoratori con contratto a tempo determinato rispetto alle altre tipologie contrattuali. Inoltre, lo scenario appare molto differenziato tra i vari paesi dell’area euro. Confrontando l’elasticità dell’occupazione al PIL prima e durante la crisi, si nota che caratteristiche strutturali e politiche governative hanno influenzato la performance del mercato del lavoro tra gli stati membri.

I mercati valutari

Dopo la crisi economico-finanziaria globale del 2008 si dovrebbe assistere ad un inizio di riallineamento dei cambi con i fondamentali. Nel 2011 non dovrebbero emergere temi nuovi rispetto al 2010, ma dovrebbe venire a galla un tema che è rimasto latente quest’anno, quello della necessità di intraprendere seriamente il risanamento dei conti pubblici. Questo, unitamente al problema “periferici”, dovrebbe incidere negativamente sull’euro. Ancora più grave rischia di essere l’impatto della stretta fiscale sulla sterlina. Lo yen dovrebbe avviare l’inversione ribassista, anche se meno marcata di quanto si poteva prevedere intorno a metà anno.

I market mover della settimana

Nell’area euro, i dati di inflazione di dicembre dovrebbero confermare il trend contenuto dell’indice core e la stabilità di quella headline. L’indice della Commissione Europea è atteso in miglioramento, con dati positivi per le imprese, in calo per le famiglie. La dinamica di M3 dovrebbe accelerare a novembre. In Germania, il mercato del lavoro a dicembre dovrebbe vedere un nuovo calo dei disoccupati, l’inflazione dovrebbe essere stabile su base tendenziale.

Negli Stati Uniti i dati dovrebbero confermare l’accelerazione della crescita sul finire dell’anno, con indicazioni positive per il 1° trimestre 2011. Le indagini ISM e il Chicago PMI dovrebbero vedere modesti miglioramenti a dicembre da livelli elevati di novembre. L’employment report dovrebbe registrare un’accelerazione dell’aumento di occupati e un calo del tasso di disoccupazione, con una probabile revisione verso l’alto dei dati di novembre. Le vendite di auto e la fiducia dei consumatori a dicembre dovrebbero ancora migliorare. La spesa in costruzioni a novembre dovrebbe segnare un modesto incremento. I verbali del FOMC dovrebbero mostrare opinioni più variegate sullo scenario congiunturale rispetto a quanto visto nel comunicato.

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