Come evidente guardando il grafico daily, il titolo è in balia della speculazione sull’attesa dell’ormai imminente riunione dell’ODAC (4 sedute borsistiche). I volumi sono in netto aumento nelle ultime due sedute: una media di 23,5 milioni di pezzi scambiati al giorno contro i soli 10 mantenuta nei 12 giorni precedenti.
CTIC 04-02-2010

CTIC 04-02-2010

L’incertezza regna sovrana anche sui vari forum online, con un prepotente ritorno del pessimismo, alimentato in particolare da articoli come quello pubblicato oggi su Bloomberg (LINK QUI) da Jeff Kearns e Elizabeth Lopatto. L’articolo, che ha avuto enorme portata mediatica, porta essenzialmente questi argomenti:
  • il numero di opzioni put in circolazione è aumentato, il mese scorso, di ben nove volte fino a toccare 193.642, portando il rapporto fra numero di opzioni put (indice “bearish”) e call (indice “rialzista”) al livello più alto dal marzo 2007.
  • In altre parole, come afferma Chris Rich (“head options strategist” alla JonesTrading Institutional Services LLC in Chicago), molte persone stanno scommettendo che CTIC varrà nel prossimo futuro meno di ora, poichè lo studio su Pixantrone è interamente discutibile
  • CTIC quota ora circa 1,09$, in caduta libera dal suo massimo valore (split-adjusted) di 2.940 $ dell’ottobre 2010.
  • Al 31 dicembre 2009, CTIC ha bruciato oltre 1,3 miliardi di $, senza produrre profitti.
  • l’Investor Relation di CTIC, Dan Eramian, non risponde alle domande poste da Bloomberg in merito.
  • Dopo essere stata schiacciata dalla speculazione ribassista fino a quotare 5 centesimi nel marzo 2009, CTIC è salita fino a 2,10$ il 1° giugno quando la società ha annunciato ottimi risultati per Pixantrone (aumento del tasso di guarigione completa nel linfoma non-Hodgkin ed latri vantaggi).
  • I trader in opzioni  investono sull’aspettativa di quanto un’azione possa muoversi, sia al rialzo che al ribasso. Essi confrontano il prezzo corrente al costo di acquistare una “sella”, ovvero una coppia di opzioni sia put che call. Il punto di pareggio (break even) della “sella” su CTIC entro il 19 febbraio, secondo i calcoli di Bloomberg, è per quotazioni sotto 20 cents oppure sopra 1,80$.
  • Le opzioni put con strike 1$ e scadenza febbraio 2010 hanno volatilità implicità (misura della variabilità delle quotazioni) di 532,09, mentre per confronto le put sull’indice Standard & Poor’s 500 di questo mese registrano un valore di appena 17,84. Inoltre, le opzioni CTIC put a 1$ sono quelle con l’interesse aperto (“open interest”) più elevato.
  • Infine, il parere di Ira Loss, “senior health policy analyst” alla Washington Analysis LLC con un bel profilo FaceBook (visionabile QUI), è che Pixantrone non sarà approvato poichè i dati mostrati dalla società sono un “grigio” insufficiente per poter risultare in una raccomandazione positiva per l’FDA da parte dell’ODAC, che pretende invece “bianchi o neri”.
C’è chi sui forum arriva a chiedersi se le “poison pills” predisposte recentemente da CTIC non abbiano più che altro lo scopo di impedire che la società venga comprata per pochi spiccoli in caso di rinvio o parere non positivo da parte dell’ODAC e conseguente tracollo delle quotazioni (posion pills a protezione del ribaso, quindi, e non del rialzo).
Propongo questo ragionamento sulle opzioni, che mi trova d’accordo, tratto da un altro forum online: ormai molti preferiscono comprare le opzioni “Call” di CTIC, che fino a ieri per scadenza giugno costavano 0,30 $ con  strike price di 1,50$. In altre parole, al prezzo di 30 cents si ha diritto, a fine giugno, a poter acquistare il titolo a 1,50 $, indipendentemente dalla sua quotazione reale.
Il ragionamento è semplice ed interessante: se il titolo a giugno valesse ad esempio 5$, il possessore dell’opzione guadagnerà 3,20 $ al pezzo (5,00$ – 1,50$ – 0,30$ = 3,20$).
Se il titolo, viceversa, precipitasse per mancata approvazione o altro, la perdita massima dell’investitore sarebbe di 30 centesimi a pezzo.
In questa prospettiva, si tratta di una scommessa bella e buona, ma c’è da chiedersi se non sia meno rischiosa di acquistare direttamente i titoli. Il vantaggio può risiedere nell’effetto leva intrinseco nell’opzione: con soli 3.000 $ si gestirebbero 10.000 azioni, mentre con l’acquisto diretto si potrebbero gestire soltanto 2.727 azioni alla quotazione odierna di 1,10$.
Forse è per quetso che, attualmete, è quasi una missione impossibile trovare una SIM in Italia che venda queste opzioni Call.
VN:F [1.9.3_1094]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
VN:F [1.9.3_1094]
Rating: +1 (from 1 vote)